Più volte il prof ci ha detto che non dobbiamo giudicare per sentito dire: il farlo è indice di superficialità. Prima provare poi giudicare. E io mi sono attenuta a questo: dopo tre mesi, più o meno, di attenta osservazione, mi accingo a dare il mio parere su Facebook.
Dunque, a me Facebook non piace. No, non voglio esprimere giudizi di gusto, non è bene. Riformulo: Facebook, per l’uso che ne faccio io, è inutile. Tutti quelli che mi conoscono allora penseranno: “ma te ci stai, io ti ci vedo qualche volta”. Sì, è vero, di tanto in tanto ci vado: ultimamente, massimo dieci minuti al giorno ci sto. D’altronde dovevo provare per giudicare. E poi quei test un pò scemi che Facebook ti propone, del tipo: “cosa si nasconde dentro di te? che peccato sei? boccerai a scuola? che principessa Disney sei (ommammmmamia)?” son carini, ti fanno staccare la spina dal cervello, fuso, almeno il mio, dietro a istologia e a embrilogia. Tuttavia mi rendo conto che il fare test scemi su Internet alla lunga mi annoierà e pertanto Facebook mi risulterà inutile. Altre volte invece mi capita di andare a sbirciare qualche foto di amici che conosco, di farmi un pò gli affari degli altri: alla lunga mi annoia pure quello. Badate bene, io non sono una persona che si annoia facilmente, qualcosa da fare lo trovo sempre e annoiata davvero lo sono stata poche volte in vita mia. Quindi il fatto che io dica che Facebook mi annoia è abbastanza grave.
Ne ho discusso talvolta in treno con le mie compagne di viaggio, principalmente con una e lei sostiene che Facebook le sia utile soprattutto quando deve organizzare qualcosa: lascia scritta l’ora dell’evento e il luogo e organizza i suoi impegni mettendosi d’accordo in questo modo. Beh, questo è positivo: sprechi poco tempo a chiamare a destra e a manca e ottimizzi i tuoi spazi.
Anche questa mia compagna di viaggio, però, sostiene che per coltivare le proprie amicizie (al di là di dirsi il posto e l’ora di un evento), Facebook non sia proprio adatto: è abominevole, questo lo aggiungo io. Ti richiedono l’amicizia persone che se incontri per la strada, con ogni probabilità, non ti salutano e lo fanno soltanto per accumulare e accumulare amici. Questo non è positivo. Che significa? Se hai più di millemila amici sei IN, altrimenti sei OUT agli occhi degli altri?
Non vorrei essere troppo categorica, non sto dettando legge ritenendo di aver ragione io e soltanto io: sto solo dando un parere. Facebook secondo me è una di quelle classiche utilità del Web che possono essere tanto utili quanto dannose tenendo presenti anche gli ultimi eventi che l’hanno coinvolta. Per questi ultimi vedi:
http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/internet/news/2009-05-29_129328363.html
http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=33355
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_24/relazioni_pericolose_888e00aa-4839-11de-a9d5-00144f02aabc.shtml (questo in particolare ve lo consiglio)
Mi sono profondamente ricreduta, come altre volte ho avuto modo di dire, sul fatto di avere un blog: quest’ultimo può servire, secondo me, a mantenere i contatti e a coltivare le connessioni, vecchie e nuove.
Su Facebook sono però estremamente scettica.
L’autore del video ne ha disattivato l’incorporamento sicchè non posso semplicemente copiare il codice e metterlo su questo blog.
Lascio comunque l’indirizzo: merita, se avete un attimo di tempo, che andiate a vederlo! A me ha fatto venire i brividi!
[Raggiunti 1500 click!]
Ultimamente sono stata assente dalle pagine di questo blog. Causa: mancanza di ispirazione. Succede…e per dirla con Tamburino (vedi “Bambi”): “se non hai niente da dire, è meglio che non dici nulla…”.
Fatto è che mi piacerebbe proporre su queste pagine un argomento che fosse originale e costruttivo, non fine a se stesso insomma: la ricerca dell’originalità, tengo a sottolinearlo, non è dettata dall’esigenza di distinguermi quanto perchè fa parte integrante del mio carattere: a parlare del più e del meno son buoni tutti e alla fin fine non importa nulla a nessuno di te che parli del più e del meno. Facendolo, non fai che accrescere la gran parte della spazzatura che si trova sul web. Detto questo però, di che si parla? Non ho trovato una risposta che mi soddisfacesse a questa domanda, e dire che di articoli ne ho cominciati tanti… comunque ecco spiegato il motivo dell’assenza dalle pagine di questo blog.
Superata la mia profonda crisi ;-) , rompo il silenzio e vi segnalo un sito, molto interessante e futuribile riguardo all’ormai inflazionatissimo argomento “cosa accadrà nel 2012? “
“Il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici. Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite. [...] “
Il resto all’indirizzo: http://tutto2012.blogspot.com/2008/04/2012-catastrofe-mondiale.html
Con l’avvertenza di prenderlo con le molle…
Per chi va a vedere i miei aggiornamenti sui Feed RSS: il precente post, quello con il titolo in inglese (che sul mio blog non appare più), è stato cancellato. Non portava da nessuna parte.
Ho compilato il questionario che ci ha dato da fare il prof sulla valutazione del corso. Alla domanda “perchè hai scelto la modalità 2.0?” non ho trovato fra le risposte proposte quella che mi si addiceva di più, pertanto ho optato per la voce “altro”. Ho scelto la modalità del blog ovviamente perchè mi piace il Web, perchè ho la connessione Internet a casa, perchè ottimizzo il mio tempo di studio…ma sono motivazioni marginali. L’ho scelta essenzialmente perchè mi incuriosiva e mi sembrava una cosa originale. Ho avuto il mio momento scettico, ovvio, perchè nasconderlo? Basta considerare che in quasi tutti i blog che ho visitato, compreso il mio, il primo post recitava più o meno: “pensate!! ho un blog anch’io”, “non ne ho mai avuto uno…”, facendo intendere, fra le righe, una certa qual aria di superiorità riguardo al fare cose del genere; insomma, davano l’idea, il mio compreso, ribadisco, che l’autore del suddetto avesse per la prima volta deciso di scendere fra i comuni mortali e fare un blog. oibò.
Devo dire che sono rimasta profondamente soddisfatta. Al di là degli Assignment che il prof ci assegnava, alcuni dei quali sono stati importante spunto di riflessione (altri, ad essere sincera, mi hanno entusiasmato meno) ho apprezzato veramente tanto la disponibilità e l’interesse che il prof ha mostrato nei nostri riguardi. Per me è stata davvero una cosa fuori del comune trovare un professore che accettasse il confronto spiegandoti pienamente e pazientemente il proprio punto di vista. Come ho già detto una volta, ne avessi incontrati di più che avevano voglia di farlo.
Come ho poi scritto nel questionario, questo corso mi ha fatto capire che Internet in realtà non è una rete inestricabile fatta di nodi confusionari ma mi ha insegnato che, se appena si ha fiducia nelle sue virtù nascoste e pazienza di coltivarle, può divenire preziosa.
Critiche? Essendo una persona profondamente critica verso me stessa e quindi tendente ad esserlo anche verso gli altri, trovo quasi impossibile realizzare di non averne trovata nessuna. Eppure è così. Amo l’idea che ci ha passato il prof di un corso che termina quando siamo noi ad averne abbastanza. Dove, insomma, non esiste ritardo perchè non si finisce mai di imparare, apprendere, mutare.
Questo è l’ultimo post e con esso chiudo la storia che vi ho raccontato nelle ultime settimane.
Nel nido non c’è più nessuno quindi deduco che in ogni caso l’avventura delle “mie” creaturine sia cominciata. Spero sia iniziata per tutte: io non sono in grado di dirlo perchè, nel momento in cui si allontanano dal loro e dal mio punto di riferimento, cioè dal nido, non so più come ritrovarli e non sono più sicura di niente che li riguardi. Vedo uccelli che volano ma non so se sono proprio loro, sono troppo lontani per dirlo con certezza. Forse sono io che me li immagino così: mentre volano liberi e sicuri sbattendo le ali ancora incerte nel vento.
Però oggi è successa una cosa straordinaria, mi sono sentita parte di una cosa straordinario. Ho visto un uccellino, era visibilmente uno di loro, posarsi sulla mia ringhiera e fermarsi. Io mi sono avvicinata un pò tenendo le debite distanze, sicura che se mi fossi avvicinata troppo sarebbe scappato. Invece, nonostante la mia vicinanza, notavo che non dava segno di volersi allontanare. Non vorrei descrivere una scena surreale: certo, sono consapevole che se mi fossi avvicinata troppo o avessi fatto un gesto troppo veloce, sarebbe scappato ma ho provato come la sensazione che lui mi stesse dando la possibilità di avvicinarmi un pò più del normale, che in un certo qual modo mi permettesse di “entrare in contatto”. Non sono in grado di descrivere a pieno la sensazione che ho provato, bisognava viverla e le parole non rendono. Però, macchina fotografica alla mano, ho scattato l’ultima foto da una distanza così ravvicinata che non mi sarei mai aspettata: un conto è fotografare un uccellino che non sa volare, un conto è fotografarne uno che può andarsene via quando vuole…
Ho parlato anche troppo, non è nel mio stile, vi lascio l’immagine. E li ringrazio dell’esperienza che mi hanno fatto vivere.

Come fra le persone ci sono quelle più coraggiose e quelle meno coraggiose (per dirla con colui che sosteneva che il coraggio quando uno non ce l’ha non se lo può dare) così accade anche fra questi teneri scricciolini. Infatti, mentre uno di loro si avventura fuori del nido e esplora territori sempre più lontani da casa, per gli altri ancora il momento non è giunto…
Questo qua sotto è quello avventuroso e, come potete vedere alle sue spalle, nell’esplorare incontra strani animali di cotto ostentando una capigliatura sbarazzina…


Questi altri ancora non ne vogliono sapere di uscire. Diamo tempo al tempo… 
Sì, c’è stato da patire. Tante volte ho finito col pensare che non ce l’avrebbero fatta a causa del brutto tempo, del freddo e del vento. Insomma, non è bello da dire ma stavo cercando, da qualche giorno a questa parte, di architettare un eufemismo per scrivere sul blog che purtroppo la storia era terminata prima del tempo. Alcune volte accade e non ci si può far molto.
D’altronde anche le ballerine bianche fanno una scommessa sulla vita dei loro piccoli quando depongono le uova e stavolta, contrariamente alle mie aspettative l’hanno vinta in pieno! Guardate:
Il primo della fila è il più coraggioso di tutti, non è indietreggiato come gli altri quando ho fatto la foto. Diciamo che quando li ho immortalati stavano facendo esplorazione dei territori intorno al nido. E’ stato bello vedere che tutti e cinque avevano superato questi giorni di pioggia e freddo, non capita spesso. Ormai manca poco a spiccare il volo…
D’altra parte, vola solo chi osa farlo…
Questi uccellini vivono di sonno. Non fanno che dormire. Ormai sono diventati un gomitolo: si sono amalgamati così bene gli uni agli altri che sembrano un insieme omogeneo di piume… Detto ciò, non vi pare siano cresciuti? E fra l’altro adesso sono proprio tutti! 



